In piedi, un italiano (Camilleri e la Lega)

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Anche i deputati di FdI, non solo quelli della Lega, sono rimasti seduti durante il tributo a Camilleri. E’ quindi abbastanza razionale pensare che il gesto dei parlamentari leghisti sia stato motivato non da un razzismo anti-meridionale (il Carroccio ha tra l’altro 23 deputati del Sud) quanto da ragioni, nondimeno idiote, di tipo politico.

Di contro, fare di Camilleri un siciliano e non un italiano, esibendo ed esaltando la sua l’appartenenza regionale a dispetto di quella nazionale, è un “modus operandi” ottusamente e pericolosamente esclusivista, come quello che si rimprovera a razzisti, secessionisti e xenofobi.

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Da Action Directe alla Dottrina Mitterrand, da Francesca Peirotti a Carola Rackete: quell’insopportabile doppia morale francese

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“Non potendo fare la rivoluzione nel proprio Paese, si continua a sognarla altrove. Continua a esistere il bisogno di provare a se stessi di essere sempre di sinistra e di non essersi allontanati da un ideale”; così il francese Gilles Martinet, intellettuale di sinistra ed ex ambasciatore in Italia, sulla Dottrina Mitterrand.

 

Una filosofia che la Francia sembra non aver abbandonato, perché se ieri Parigi usava il pugno duro, durissimo, con i propri terroristi di sinistra (ad esempio Action Directe) per poi proteggere i nostri sotto l’ombrello dell’inconcepibile Dottrina Mitterrand, oggi arresta, processa e condanna Francesca Peirotti (un’italiana che nel 2016 aveva trasportato otto clandestini richiedenti asilo alla frontiera di Ventimiglia), respinge donne incinte e bambini al confine ma allo steso tempo premia Carola Rackete (senza tuttavia aver offerto aiuto alla Sea Watch 3). I cugini d’oltralpe continuano, in buona sostanza, a promuovere la lodevolissima cultura dei diritti, ma rigorosamente in casa d’altri.

 

Nota: sul caso Peirotti si è cercato di fare del debunking, maldestro perché ideologico, come a negare fosse stata arrestata e condannata, quando invece (come peraltro spiegano quegli stessi articoli) la nostra connazionale è stata effettivamente sanzionata dalla giustizia francese.

I volti e le cause dei populismi e l’anomalia italiana

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Tra le condizioni che favoriscono ed hanno favorito la nascita e la crescita dei populismi e dei neo-populismi troviamo innanzitutto la crisi, concetto a sua volta suddivisibile in tre categorie:

-crisi economica (legata alla contrazione del PIL e dei posti di lavoro)

-crisi politica (la perdita di fiducia nelle istituzioni, nei partiti tradizionali e nei tradizionali strumenti della rappresentanza)

-crisi culturale (aumento della xenofobia e della rabbia contro gli immigrati)

Tre varianti che si contaminano tra loro e agiscono generando “insoddisfazione” (come già detto verso i partiti “mainstream” e i consueti sistemi della rappresentanza), “incertezza” (verso il futuro dell’economia) e “insicurezza” (la paura e l’ansia per i crimini degli immigrati).

Una “tempesta perfetta”, come la definisce Graziano, che apre spazi alle forze e ai leader che sono riusciti a segnare la loro “alterità” (vera o presunta) rispetto al “sistema”, rimanendone al di fuori e non compromettendosi con decisioni impopolari. A riguardo sarà interessante osservare quella che si presenta invece come un’autentica anomalia italiana, perché se altrove i politici e i partiti-movimenti populisti e neo-populisti erano quasi sempre stati lontano dalle “stanze dei bottoni”, potendo quindi ostentare una loro “verginità” morale, da noi Berlusconi per 20 anni e oggi la Lega (l’unico partito della Prima Repubblica presente in parlamento) sono riusciti e riescono ad accreditarsi come anti-sistemici pur essendo stati essendo loro stessi il “sistema”. Paradossalmente sono le minoranze, le forze di opposizione e di centro-sinistra, che vengono associate ai “poteri forti” e incolpate di scelte oggi giudicate ingiuste e fallimentari (ad esempio la guerra alla Libia e all’Iraq) volute da governi di centro-destra in accordo con gli alleati atlantici

Ben prima di Berlusconi, di Salvini, di Meloni o dello stesso Renzi (leader con forti tratti populistici), il cinquantennio della Prima Repubblica, con la sua radicale e insuperabile polarizzazione tra un partito marxista e filo-sovietico (almeno a livello teorico) e un partito cattolico, assistenzialista e fortemente anti-comunista, dimostra e spiega ad ogni modo come tale anomalia non sia il risultato di eventi eccezionali quali la Grande Recessione del 2007-2013 o gli esodi migratori, ma di qualcosa di ben più radicato e profondo nella società e nelle cultura italiane. Questo renderà molto più difficile se non impossibile il superamento dei populismi e dei neo-populismi in Italia, quantomeno nel breve periodo.

*casi analoghi sono l’Ungheria e la Polonia, paesi governati da forze populiste esclusive. Si tratta ad ogni modo di realtà uscite da poco da una dittatura comunista, il ché non le rende modelli compatibili con quello italiano

(contributi utili a riguardo sono quelli di Lacau, Caiani e Graziano)

Matteo Salvini, da qui ad altri 20 anni

matteo_salviniQuando un anno fa Matteo Salvini annunciò a Pontida che lui e i suoi avrebbero governato per altri 30 anni, voleva forse lasciarsi andare ad una spacconata ad uso e consumo della folla, ma non si era allontanato di molto dalla realtà, non aveva sconfinato nella stramberia. La vicenda di Silvio Berlusconi dimostra infatti come leadership e fortune politiche di lunga durata siano non solo possibili ma addirittura normali, nel nostro Paese (si pensi anche al cinquantennio democristiano).

Forte come Berlusconi di una retorica e di una collocazione ideologico-politica che storicamente trovano il consenso degli italiani e privo di autentici competitors interni, Salvini non ha i punti deboli del suo predecessore alla guida del centro-destra, ad esempio un abnorme conflitto di interessi, continui e costanti problemi con la legge e la Magistratura (il caso dei 49 milioni riguarda l’ex gestione bossiana), avversari coesi, beghe familiari ed un comportamento macchiettistico capace di mettere alla prova la sopportazione del fan meno razionale. Non ha nemmeno, è vero, il potere mediatico di Berulsconi, tuttavia i media avranno sempre interesse a veicolare una narrazione compatibile con un messaggio propagandistico come il suo, poiché risulta più notiziabile facendo leva sulla sfera emotiva.

Ad oggi e con le attuali leggi elettorali, le uniche incognite per lui arrivano dal futuro del M5S e dalla tenuta degli alleati, ancora troppo deboli e male organizzati. ll precedente di Renzi, con la brevità della sua parabola, non dovrà trarre in inganno; al netto dei suoi (moltissimi) sbagli, Renzi era infatti alla guida del centro-sinistra e le sinistre e il progressismo hanno sempre faticato ad imporsi in italia, soprattutto nelle fasi più critiche.

E allora il PCI?: la Lega, i rubli e quella difesa senza senso

salvini_putin_1Il PCI è una forza estintasi trent’anni fa senza lasciare eredi (il PD nasce dalla fusione tra varie anime, compresa quella centrista ed ex democristiana), come morti sono quasi tutti i suoi dirigenti più noti e importanti. E’ quindi del tutto irrazionale e anti-storico ricordare i finanziamenti che per alcuni anni Botteghe Oscure ricevette da Mosca, così da giustificare la Lega. Lo sarebbe in ogni caso, giova ricordarlo, in quanto l’eventuale colpa dei comunisti di ieri non cancellerebbe e non cancella quella dei leghisti di oggi.

In ultima analisi è interessante notare come uno scandalo che altrove segnerebbe la fine dei politici e dei partiti coinvolti, in Italia non farà che irrobustire il consenso del Carroccio, i cui elettori stimano Putin e la sua Russia e non trovano pertanto nulla di sbagliato in forme di complicità (anche occulte) con loro.

Perché arrivano anche i bambini (ma si fa finta di non vederli)

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Ogni anno sbarcano e arrivano in Europa migliaia di bambini e ragazzi* (e donne incinte), provenienti sia dal’Africa che dal MO. Molti muoiono prima, come il piccolo Ayalan, e vengono trasformati in bambolotti o fake dalla cattiva coscienza di qualcuno.

L’idea in base alla quale i profughi siano soltanto giovani maschi adulti (che hanno comunque diritto alla sopravvivenza al pari di ogni altro essere umano) e che andrebbero invece accolti solo i bambini malnutriti delle foto strappalacrime, non è frutto di una scarsa conoscenza del fenomeno migratorio, si faccia attenzione, ma un escamotage propagandistico e comunicativo per dare una patina di accettabilità etica e politica a quello che, di fatto, è un rifiuto razzista dell’Altro-straniero. La stessa ratio e lo stesso scopo della tesi secondo cui l’immigrazione va bloccata in quanto “traffico di esseri umani”, omettendo e dimenticando l’impossibilità, per i profughi, di vivere e sopravvivere nelle loro terre di origine, come ieri gli Ebrei non potevano vivere e sopravvivere nella Germania nazista o nell’Italia fascista.

*solo nel 2016 sono arrivati in Italia 25.846 bambini, a bordo di mezzi di fortuna

Salvini e il “simbolo” Sea Watch

rackete salviniUno degli aspetti della “disinformazione”, intesa anche come vettore della propaganda (“nera” o “grigia”*), è il “simbolico”: “perché il contenuto della disinformazione corrisponde sempre a delle aspettative del destinatario […] sia questi rappresentato dall’opinione pubblica ovvero, nel caso di intossicazione**, da un avversario ben definito, così come alle categorie esistenziali ed ai valori che l’obiettivo esprime e sui quali l’effetto disinformativo fa leva per ottenere gli effetti voluti”

Colpire la sfera emotiva del target, in buona sostanza, dicendo al target ciò che vuole sentire, mostrando al target ciò che vuole vedere o, almeno, dandogliene l’impressione e l’illusione. L’approccio del ministro del’ Interno al caso Sea Watch, e più in generale al tema immigrazione, concede, al di là di ogni giudizio morale e politico a riguardo, ampi margini all’elemento “simbolico”; Salvini individua cioè un target di elettorato e gli offre “in pasto” un atteggiamento muscolare contro l’Altro-immigrato-diverso, nonostante la presenza di un flusso ininterrotto (ma lontano dall’attenzione pubblica e mediatica) di arrivi dalle coste africane.

*la propaganda “nera” è quella che veicola informazioni totalmente false, mentre la propaganda “grigia” veicola informazioni parzialmente false

**operazione psicologica di condizionamento per interferire nei processi conoscitivi e decisionali. E’ un termine usato soprattutto nell’ambito dei servizi di intelligence

Riferimenti bibliografici “Disinformazione e manipolazione delle percezioni. Una nuova minaccia al sistema-paese” (a cura di Luigi Sergio Germani)