Gilgameš e Salvini

(Di CatReporter79)

“Dall’anno scolastico prossimo saranno introdotte ore di educazione civica (ambiente, sport, Costituzione, trattati). Interessanti il mitocondrio e i Sumeri, ma giusto che si sappia dove si vive e quali siano le regole”

Così il Ministro dell’Interno, ieri in un tweet.

All’apparenza (almeno per l’occhio più attento) poco puntuale (Educazione Civica è già materia di studio e vengono confuse aree disciplinari differenti), il tweet di Salvini è, in realtà, un ottimo esempio di comunicazione, per essere precisi di propaganda “grassroots”*.

L’accusa, rivolta alla scuola, di insegnare cose troppo lontane nel tempo a scapito delle vicende più attuali, è infatti un ritornello dell’ “everyman”, l’uomo comune, l’uomo della strada, e Salvini lo sa. Citando i Sumeri (una civiltà risalente al 4000 a.C) e accostandoli a qualcosa percepito come astratto e complesso (i mitocondri), il “Capitano” parla così, di nuovo e con maestria, il linguaggio della “gente”, per la “gente”.

*Con il termine “grassroots propaganda*” si intende quel tipo d propaganda diretta al “grass”, il “prato”, l’uomo comune. E’ spesso “verticale”, cioè creata da gruppi di potere.

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Appunti di storia e comunicazione -L’invidia “qualunque” e il nemico colto, ieri e oggi

( Di CatReporter79)

Ormai affermatosi come autore di opere teatrali e soggetti cinematografici, alla fine degli anni ’30 Guglielmo Giannini disse tuttavia di sentirsi inadeguato e a disagio nel doversi relazionare con “i dottori col bollo, i poeti laureati, la gente in regola con gli studi”. Pur di famiglia alto-borghese e colta (il padre era un giornalista e scrittore e la madre, britannica, figlia di scrittori), il futuro leader dell’UQ scelse infatti una formazione da autodidatta, vedendo (questa almeno fu la sua versione) nell’istruzione di Stato un’indebita intrusione nella vita del cittadino.

Una scelta libera, dunque, ma le cui conseguenze sembrarono pesare non poco sull’autostima di Giannini. Qualche anno dopo, in un articolo sulla rubrica satirica “Le Vespe*”, lo ritroviamo non a caso sull’argomento, scrivendo dell’orgoglio di aver brevettato (alla fine della Grande Guerra) “grazie soltanto “alla modestia della mia licenza elementare” un sistema di intercettazione telefonica poi adottato dal Regio Esercito.

Non è pertanto da escludere che l’avversione mostrata dal commediografo verso l’impegno politico, la politica “colta” e gli ideologi, fosse dovuta a questo complesso latente. Ad accreditare la tesi, il fatto che una volta sceso in politica fu proprio il Partito d’Azione, uno dei partiti con la più alta concentrazione di uomini istruiti e di cultura, ad essere oggetto dei suoi strali; gli azionisti vennero a più riprese definiti “vanagloriosi e pieni d’acqua”, “i quattordici gatti della setta dei professori”, i “caporali di filosofia”, i “quattro professori in fregola di prebende”, i “laureatissimi fregnoni”, gli “austeri imbroglioni”.

La rabbia di Giannini e dei qualunquisti contro il mondo intellettuale, politico e non politico, era ed è una costante anche in altre sigle a vocazione populistico-demagogica, spesso prive di personalità di alto profilo culturale e costituite da una base elettorale scarsamente scolarizzata.

*”Le Vespe”, 8 agosto 1945. S trattava di una rubrica satirica all’interno del giornale di partito “L’Uomo Qualunque”

Bush senior, il complottismo e quella frase non capita

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Nata alla fine del XIX secolo, la Teoria del complotto del Nuovo ordine mondiale (NWO) rimase per lungo tempo sostanzialmente priva di seguito, fino a quando fu “resuscitata” grazie a un discorso tenuto da George H.W. Bush al Congresso degli Stati Uniti l’11 settembre 1990.

In quella circostanza, l’allora presidente americano parlò infatti della necessità di costruire un “nuovo ordine mondiale”, riferendosi tuttavia ad una collaborazione proficua e costruttiva tra le nazioni e con la nuova URSS-Russia, dopo la fine delle grandi tensioni bipolari (“Out of these troubled times, our fifth objective—a new world order—can emerge: A new era—freer from the threat of terror, stronger in the pursuit of justice and more secure in the quest for peace. An era in which the nations of the world, east and west, north and south, can prosper and live in harmony”*).

Un concetto espresso in precedenza anche da personaggi come il primo ministro indiano Rajiv Gandhi (21 novembre 1988) e da Michail Gorbačëv (7 dicembre 1988), con la medesima formula e sempre a voler indicare le prospettive scaturite dal nuovo clima di distensione e collaborazione tra le grandi potenze.

Come abbiamo detto, il discorso di George H. W Bush venne tuttavia stravolto e strumentalizzato dai teorici del complotto per rilanciare la bugia dell’NWO, una delle più grottesche e nefaste elaborazioni del complottismo internazionale.

*”Da questi tempi difficili, il nostro quinto obiettivo – un nuovo ordine mondiale – può emergere: una nuova era libera dalla minaccia del terrore, più forte nella ricerca della giustizia e più sicura nella ricerca della pace. Un’era in cui le nazioni del mondo, est e ovest, nord e sud, possono prosperare e vivere in armonia”