La sinistra sinistra tra utopie e contraddizioni

( Di CatReporter79)

Oggi accusati da un segmento della sinistra di essersi dimostrati troppo distanti dalla gente comune, Matteo Renzi e i suoi collaboratori furono in passato accusati da quello stesso segmento di politiche “di destra” proprio per aver cercato di intercettare gli umori dei cittadini su alcuni argomenti sensibili (ricordiamo le polemiche dell’ex premier con la UE o le politiche minnitiane sugli sbarchi).

Questo rinvia a uno di problemi nodali della sinistra (di una sua parte), ossia il conflitto tra l’esigenza e la volontà di (ri)connettersi con il “popolo” e un velleitarismo ideologico sostanzialmente elitario che porta a rigettare come reazionaria ogni opzione pragmatica su tematiche sentite dal “popolo” quali sicurezza, immigrazione, tasse, ecc (“inseguire la destra sul suo stesso terreno”).

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Credere, obbedire, comunicare – L’ “assalto” ai CAF tra mito e realtà

bendato

(Di CatReporter79)

La polemica sull’ “assalto” ad alcun CAF del Meridione per l’ottenimento del reddito di cittadinanza a poche ore dal voto, risulta particolarmente utile e preziosa per la comprensione delle dinamiche legate alla manipolazione del fatto, alle “fake news”.

Da un lato abbiamo visto infatti trasformarsi in razionali debunker giornali, blog e semplici internauti (vicini al M5S) in passato creatori e diffusori di bufale, mentre dall’altro abbiamo visto soggetti in passato impegnati nel contrasto alle bufale accettare e condividere ciecamente l’informazione sull’ “assalto ” ai CAF (per screditare il movimento di Grillo).

In realtà, la verità stava nel mezzo: molti hanno domandato i moduli ma non c’è stato alcun “assalto” inteso come richieste di massa. Nel linguaggio della comunicazione si chiamerebbe “propaganda grigia” , ossia parzialmente falsa o parzialmente vera, a seconda dei punti di vista

Questo dimostra come la diffusione delle false informazioni (al di là del caso in oggetto) non sia dovuta tanto all’ignoranza o al tanto citato analfabetismo funzionale ma più semplicemente all’elemento ideologico, che trova la sua affermazione più eclatante nel “bias di conferma”; ci credo perché ci voglio credere.

Appunti elettorali

(Di CatReporter79)

Il PD
Limitarsi a considerare il risultato del PD come una catastrofe, innanzitutto del suo segretario, sarebbe un approccio troppo semplicistico e poco razionale. Al netto degli errori di Renzi (ottimo comunicatore ma pessimo stratega, a differenza di quel Berlusconi che gli viene paragonato ma che sapeva essere sia ottimo comunicatore che ottimo stratega), il PD paga un momento negativo comune a quasi tutti i grandi partiti socialdemocratici occidentali. In un’epoca di profonda crisi economico-sociale, di emergenza legata al terrorismo e all’immigrazione, usare un linguaggio ponderato ed europeista è infatti scommessa difficile e rischiosa. Risalire la china sarà un’impresa ardua, al di là di chi guiderà il partito, che in ogni caso resta il secondo del Paese. Solo un cambiamento radicale degli scenari internazionali potrà invertire questa fase negativa per le sinistre moderate.

Il M5S
Il M5S stravince senza vincere, tagliando l’Italia in due secondo un cliché socio-politico-culturale che ricorda quello del 2 Giugno 1946. Oggi, il Movimento si trova davanti al suo più grande nemico, che è allo stesso tempo la sua forza più grande: l’ “alterità”. Se vorrà governare dovrà perderla, accettando il compromesso con altre forze, cosa che provocherà anche un’emorragia di consensi in quei sostenitori che non si riconosceranno ideologicamente nella nuova alleanza. Mantenerla significherà invece restare in panchina, fino a data da destinarsi.

Il centro-destra
Il centro-destra vince, di nuovo, ma ha anch’esso la sua debolezza nella sua forza. Le colonne portanti di questa orchestra polifonica sono cioè due partiti, FI e Lega, basati a loro volta esclusivamente sui singoli e pertanto legati alle loro fortune e ai loro destini destini. FI, creazione di Berlusconi (ormai al tramonto) e sprovvista di un suo “background” e la Lega, che Salvini non ha creato ma che Salvini ha saputo resuscitare dal baratro dove era precipitata. La più grande resurrezione dopo quella di Lazzaro e di Richard Nixon, parafrasando il New York Times.

La sinistra della sinistra
La debacle di LEU e di PAP conferma in modo eclatante lo scollamento delle sinistre “radicali” rispetto al Paese “reale”. L’incontro (la contaminazione?) con il movimentismo ha determinato un loro slittamento verso obiettivi e valori che la classe lavoratrice e il “proletariato” percepiscono come lontani. L’assegnazione di un ruolo apicale a tematiche come il femminismo, il migrazionismo, il terzomondismo, l’animalismo, l’anti-specismo e l’ecologismo e la conseguente relegazione delle battaglie storiche sul lavoro e i diritti sociali a un velleitarismo ideologico anacronistico e inattuabile, hanno in buona sostanza fatto sentire solo e senza più tutela il loro elettorato tradizionale. Operai, precari, cassintegrati, disoccupati, cittadini in emergenza abitativa, delle periferie, ecc, si spostano così, in Italia come altrove, verso le destre radicali, sociali e identitarie, maggiormente collegate, almeno nel loro abito propagandistico, alle esigenze dei ceti “autoctoni” in difficoltà. LEU ricalca inoltre un tipo di civismo anni ’90 (vedi l’uso di un magistrato come “frontman”) oggi superato.

Un commento a parte meritano i media: sebbene in democrazia all’informazione non spetti un ruolo “pedagogico”, è comunque dovere dei professionisti del settore (e questo è un principio già di memoria tucididea) non manipolare il fatto. Un errore che invece il giornalismo italiano ha commesso, giocando con l’emotività dei cittadini, stuzzicando la loro rabbia e le loro paure. Ciò ha contribuito a creare un’immagine “percepita” ben differente da quella “reale” e ben più negativa e compromessa, avvantaggiando l’opzione populista.

Tra Storia, “spin” e comunicazione -Quando Marx e Lenin si perdono nell’asterisco egualitario (mentre Ezra Pound ringrazia)

( Di CatReporter79)

L’incontro (la contaminazione?) con il movimentismo ha determinato uno slittamento delle sinistre, specialmente di matrice marxista, verso obiettivi e valori percepiti come lontani e distanti dalla classe lavoratrice e dal “proletariato” reali.

L’assegnazione di un ruolo apicale a tematiche come il femminismo, il migrazionismo, il terzomondismo, l’animalismo, l’anti-specismo e l’ecologismo e la conseguente relegazione delle battaglie storiche sul lavoro e i diritti sociali a un velleitarismo ideologico anacronistico e inattuabile, hanno in buona sostanza fatto sentire solo e senza più tutela il loro elettorato tradizionale.

Operai, precari, cassintegrati, disoccupati, cittadini in emergenza abitativa, delle periferie, ecc, si spostano così, in Italia come nel resto del mondo occidentale, verso le destre radicali, sociali e identitarie, maggiormente collegate, almeno nel loro abito propagandistico, alle esigenze dei ceti “autoctoni” in difficoltà.

Appunti di comunicazione – L’angelo biondo in pericolo e il razzismo inconsapevole

( Di CatReporter79)

“Missing white woman syndrome” (Sindrome della ragazza bianca scomparsa); con questa espressione della giornalista afro-americana Gwen Ifill (1955-2016,) viene indicata l’abitudine dei media, del pubblico e degli investigatori statunitensi, canadesi e britannici, a rivolgere una maggiore attenzione ai casi di scomparsa che vedono coinvolte giovani donne bianche, solitamente bionde e appartenenti al ceto medio-alto.

Uno degli esempi usati a sostegno della MWWS è la disparità di attenzione con cui fu trattata la scomparsa della soldatessa Jessica Lynch (bianca e bionda) rispetto a quella delle sue commilitoni Shoshana Johnson (afro-americana) e Lori Piestewa (di umili origini e madre single). Tutte e tre erano cadute nella stessa imboscata, durante la Guerra in Iraq il 23 marzo 2003.

La sindrome non riguarda, tuttavia, solo le persone scomparse, ma anche quelle in situazioni più generalmente critiche. A tal proposto viene citato il caso, a noi familiare, di Amanda Knox, che secondo alcuni osservatori statunitensi avrebbe beneficiato di un trattamento assolutamente favorevole da parte dei media, del pubblico e delle istituzioni del Paese.

Le foibe e gli equivoci del fanatismo

(Di CatReporter79)

Durante la dominazione austriaca in Istria, Dalmazia, nella Venezia Giulia e nel Friuli, gli slavi collaborarono fattivamente alle politiche anti-italiane messe in atto da Vienna, avvantaggiandosene. Questo sarebbe stato uno dei motivi alla base degli indirizzi in chiave anti-slava del regime mussoliniano.

Legittimare i massacri delle foibe (ad essere uccisi o espulsi non furono le camicie nere ma semplici civili) come logica e comprensibile reazione alla violenza fascista, non significa quindi solo sdoganare la vendetta ma anche legittimare, a sua volta e senza rendersene conto, le stesse politiche fasciste.

Simili cortocircuiti sono il risultato dell’intreccio tra fanatismo ideologico e povertà culturale (in ambito storico)

Appunti di spin doctoring – Perché ti prendo in giro

( Di CatReporter79)

La campagna per le elezioni del 4 Marzo si sta segnalando per l’assoluto protagonismo della promessa elettorale, trasversalmente usata ed abusata come mai prima di adesso, senza dubbio oltre il limite del razionale. Attribuire il fenomeno all’inconsistenza (vera o presunta) della classe politica e/o alla scarsa stima che essa avrebbe degli italiani, sarebbe tuttavia semplicistico e banalizzante.

Tra le conseguenze della cosiddetta “fast politics” , la politica resa “veloce” dai new media, vi è infatti anche un restringimento della pazienza del cittadino-elettore, sempre più esigente e desideroso di risultati rapidi. Questo obbliga il candidato-partito a promesse sensazionali, dagli effetti appunto immediati e radicali qualora messe in pratica.

Se, tuttavia, nella fase del “campaigning” ciò può rivelarsi un’arma propagandistica efficace, nella fase del “governing” risulterà controproducente, data la difficoltà di mantenere quanto promesso.