Gilgameš e Salvini

(Di CatReporter79)

“Dall’anno scolastico prossimo saranno introdotte ore di educazione civica (ambiente, sport, Costituzione, trattati). Interessanti il mitocondrio e i Sumeri, ma giusto che si sappia dove si vive e quali siano le regole”

Così il Ministro dell’Interno, ieri in un tweet.

All’apparenza (almeno per l’occhio più attento) poco puntuale (Educazione Civica è già materia di studio e vengono confuse aree disciplinari differenti), il tweet di Salvini è, in realtà, un ottimo esempio di comunicazione, per essere precisi di propaganda “grassroots”*.

L’accusa, rivolta alla scuola, di insegnare cose troppo lontane nel tempo a scapito delle vicende più attuali, è infatti un ritornello dell’ “everyman”, l’uomo comune, l’uomo della strada, e Salvini lo sa. Citando i Sumeri (una civiltà risalente al 4000 a.C) e accostandoli a qualcosa percepito come astratto e complesso (i mitocondri), il “Capitano” parla così, di nuovo e con maestria, il linguaggio della “gente”, per la “gente”.

*Con il termine “grassroots propaganda*” si intende quel tipo d propaganda diretta al “grass”, il “prato”, l’uomo comune. E’ spesso “verticale”, cioè creata da gruppi di potere.

Annunci

Appunti di comunicazione – Padri e figli

( Di CatReporter79).

Per lo studioso americano George Lakoff (1941 – ), l’identità politica e la scelta politica sarebbero determinate da due modelli psicologici differenti e distinti: il “padre severo” e il “padre premuroso”.

Il “padre severo”, schema generalmente scelto dai conservatori, rappresenta il leader e il governo che seguono e indicano regole inflessibili, incentivando la competizione.

Il “padre premuroso”, al contrario, rigetta i sentimenti negativi (ad esempio rabbia e paura) ed ha tra i suoi scopi la felicità e la realizzazione del cittadino-figlio, secondo le aspirazioni di quest’ultimo. Generalmente è il modello adottato dai progressisti e dalle sinistre moderate

Il loro dualismo è emerso in modo emblematico ai tempi del braccio di ferro tra democratici e repubblicani sulle proposte di riforma sanitaria avanzate da Clinton e Obama; i democratici vedevano nell’assistenza sanitaria gratuita una conquista della società, mentre per i repubblicani si trattava di un immeritato regalo a chi non si era guadagnato la possibilità di provvedere a se stesso

Il “padre severo” e il “padre premuroso” sono interiorizzati all’incirca dalla stessa percentuale di cittadini-elettori (35%-40%), lasciando libero un segmento più flessibile e razionale che diventa decisivo per la vittoria.

Appunti di spin doctoring Perché ti voto, perché non ti voto III – Il ruolo delle scienze

( Di CatReporter79)

Nella scelta politica ed elettorale, il messaggio “emotivo” e “negativo” (capace di suscitare sentimenti quali rabbia, paura o disprezzo) avrebbe, secondo le neuroscienze, maggiori possibilità di attivare i circuiti neurali da cui dipende il comportamento di voto rispetto al messaggio “razionale” e “positivo”.

Più nel dettaglio, il Prof. Ted Brader fa notare come un messaggio “positivo” tenda a incoraggiare e galvanizzare i propri elettori senza tuttavia riuscire a coinvolgere gli altri, mentre un messaggio in grado di evocare ansie e paure aumenterà le possibilità di un candidato/partito/schieramento di convincere gli indecisi e , addirittura, di conquistare segmenti dell’elettorato dell’avversario. Ancora, il messaggio “emotivo” e “negativo” può far aumentare la partecipazione al voto e, sorprendentemente, rivela una capacità di penetrazione più alta nelle menti evolute.

In ultima analisi e come dimostrato dai successi di personaggi come Ronald Reagan, Barack Obama o Silvio Berlusconi in Italia, la campagna vincente sarà quella impostata con equilibrio su speranza e paura, messaggio “negativo” e “positivo”, emotività e cognizione, massimizzando i nostri punti di forza e le debolezze dell’avversario e minimizzando le nostre debolezze e i punti di forza dei rivali.

Il Qualunquismo Quotidiano

Da Il Fatto Quotidiano:

“Ici non pagata 4 anni, palestra abusiva. Josefa Idem, ministro tedesco all’italiana?”.

La formula “ministro tedesco all’italiana” dimostra e palesa (al di là della scarsa professionalità giornalistica), tutto il background farcito di pressapochismo culturale, sciatto qualunquismo, demagogia a buon mercato e razzismo (italofobo) tipici dell’informazione politica e politizzata meno affidabile, quella alla perenne ricerca del consenso facile, della frasetta ad effetto, della pancia del popolino urlante sulla quale adagiare il proprio orecchio e la propria bocca per vendere qualche copia in più e portare acqua al padrone di turno. Ieri veniva da Pontida, oggi da Ivrea. Franza o Spagna..