Il “rinnovamento” di Giorgia Meloni

Scrive Giorgia Meloni sul suo spazio Facebook, a proposito dell’assoluzione in Appello (il processo non si è ancora concluso) di Silvio Berlusconi:

“L’assoluzione nel processo Ruby rappresenta una vittoria per Silvio Berlusconi, che di fronte alla giustizia ha dovuto difendere prima di tutto la sua onorabilità. Per questo non posso che rivolgergli le mie congratulazioni ed esprimergli la mia vicinanza. L’auspicio è che voglia utilizzare la forza che questa sentenza gli restituisce per sostenere una nuova fase del centrodestra, raccogliendo e rilanciando l’appello di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e di tutti coloro che lo hanno sottoscritto per celebrare primarie di coalizione e rifondare un centrodestra credibile, capace di dare risposte agli italiani e alternativo alla sinistra.

In buona sostanza, la 37enne Meloni, “fuggita” a suo tempo dal partito berlusconiano (all’epoca, il PdL), affida ad un 80enne pregiudicato, plurinquisito , incandidabile e ormai condannato ad una parabola discendente irreversibile, le redini e il rinnovamento del centro-destra italiano.

“In praetoriis leones, in castris lepores”

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Ruby, la Boccassini e la “tolleranza” a corrente alternata

La battuta della Boccassini su Karima El Marough, in arte Ruby, durante la sua requisitoria (“una ragazza intelligente, di quella furbizia orientale, propria delle sue origini”) è grave, gravissima, per diversi motivi e sotto molteplici punti di vista. E’ grave, è gravissima, perché Boccassini è una donna delle istituzioni, è grave, è gravissima, perché la togata si è lasciata andare ad uno “sconfinamento” oltre il perimetro delle sue competenze (e conoscenze), è grave, è gravissima, perché si tratta di una sortita dai chiari, manifesti ed inequivocabili contorni razzisti e xenofobi. Una battuta che denota ignoranza, dalla sciatteria intellettuale rumorosa, fragorosa, rutilante. Dispiace ma non stupisce, ancora una volta, il silenzio dei censori del politicamente corretto e dell’ecumenismo etnico a corrente alternata; sempre pronti a bacchettare tutto e tutti, anche e molto spesso a sproposito, mettendo sul bilancino del buonsenso virgole e congiunzioni, adesso tacciono, perché a sbagliare è stata una delle loro icone e perché la destinataria dello strale intinto nel qualunquismo è un'”amichetta” di Berlusconi. La mente libera, liberale e libertaria, non potrà che inorridire per la frase alla “Der Stürmer” pronunciata dal Pm milanese, come di questa parzialità ideologica che stupra e azzoppa la morale civile, inquinandola nel suo atomo primo, che è la comunicazione. Fiero di non aver bisogno di eroi.

P.s: immaginiamo un intervento dello stesso tenore, da parte di un magistrato “vicino” al centrodestra, su un ebreo od una donna…